Mauritius: "giardino posato sulle acque"
Viaggio nell’isola dell’Oceano Indiano, dal mare color smeraldo e spiagge meravigliose
Immaginate un’isola dove il mare ha il colore dello smeraldo, la natura cresce rigogliosa e popoli di diverse culture e tradizioni convivono felicemente. Il paradiso? No, ma quasi.
Stiamo infatti parlando dell’isola di Mauritius, un "giardino posato sulle acque" in pieno Oceano Indiano, come lo descrisse Mark Twain, una perla davvero rara nel panorama dei luoghi di villeggiatura esotici. Luogo incantato per una vacanza davvero da sogno.
Di origine vulcanica, l’isola di Mauritius si trova a 700 chilometri dal Madagascar, lo stato piu’ vicino. E’ lunga appena 62 chilometri e larga 42. Lontana da tutte le rotte, rimase disabitata e anonima per secoli fino quando il navigatore portoghese Domingo Fernandez, nel 1511, non decise di battezzarla Cirne (cigno).
Piu’ tardi un altro portoghese, Don Pedro Mascarenas, dara’ il proprio nome all’arcipelago che oltre a Mauritius comprende anche le isole di Reunion, possedimento francese dove si trova un vulcano alto 2631 metri, e Rodriguez. Quest’ultima invece fa parte della Repubblica di Mauritius, indipendente dal 1968, assieme alle Agalega Islands a nord e i Cargados Carajos Shoals a nord-est.
Dopo i portoghesi Mauritius passo’ agli spagnoli, quindi agli olandesi (che vi introdussero la coltivazione della canna da zucchero e la battezzarono con il nome che ha oggi in onore del principe Maurizio di Nassau) e infine ai francesi che la trasformarono in una base per gli assalti ai velieri inglesi.
Nel 1810 gli inglesi la conquistarono, dopo la vittoria a Cap Malhereux (capo sfortunato), ma non riuscirono mai a togliergli la sua anima francese, che sopravvive tuttora.
Le varie colonizzazioni ma soprattutto l'arrivo a Mauritius di immigrati provenienti dall'Africa orientale, dalla Gran Bretagna, dalla Francia, dall'India e dalla Cina, utilizzati come manodopera nelle immense coltivazioni di zucchero, hanno fatto di quest'isola un esempio unico di multietnicita’, dove razze e religioni diverse convivono pacificamente: indu’ (sono la maggioranza, il 68 per cento), creoli, cinesi, musulmani, europei. La religione principale e’ l’induismo che vi giunse all'inizio del XIX secolo, quando quasi 450 mila lavoratori indiani trovarono impiego nelle piantagioni. Ma sono molti anche i mussulmani, i cristiani e i cinesi, ognuno con le sue feste e le sue tradizioni che rendono Mauritius una babele multiculturale.
Il risultato di queste mescolanze e’ anche il sega, la musica tradizionale mauriziana, tipico ballo creolo eseguito in origine dagli schiavi africani sulle spiagge sabbiose dell’isola. Simile nei ritmi a salsa e calipso, il sega ha movimenti sensuali e le esibizioni di questo ballo rappresentano oggi un'attrazione per i turisti.
Ma le doti migliori di Mauritius sono soprattutto quelle naturali. "Dio creò prima Mauritius, e poi il paradiso terrestre. Che è la copia di Mauritius". Cosi’ scriveva lo scrittore statunitense Mark Twain nel 1885. L’acqua del mare e’ limpidissima e la barriera corallina che la circonda quasi completamente rappresenta un esperienza indimenticabile per qualsiasi amante delle immersioni. Oltre l'80 per cento del litorale dell'isola di Mauritius e’ formato da spiagge di finissima sabbia, tutte pubbliche.
E’ per questo che le piu’ belle (tra queste quelle dell’Isola dei Cervi, la Flic en Flac sulla costa ovest quella di Mont Choisy a nord-ovest e la Belle Mere a est), spesso, sono affollatissime. Ampie o nascoste da baie o insenature, le spiagge digradano nel verde azzurro delle acque delle numerose lagune.
Lungo la costa settentrionale due promontori, il Pointe aux Cannoniers a ovest e il Pointe Eglise Paresseuse a est, delimitano la Grande Baie, una delle baie piu’ belle e tranquille dell'isola, nonche’ il piu’ importante porto per gli yatch.
Ma Mauritius non e’ solo belle spiagge e mare, dove tra l’altro si pesca il mitico Blue Marlin, pesce che puo’ arrivare sino a 500 chili e che piaceva tanto ad Hemingway. Al suo interno non e’ da perdere assolutamente una visita alla Macabe Mare Lagune Reserve che comprende le colline vulcaniche e le aspre scarpate dell'entroterra ricoperte da un fitto manto di vegetazione tropicale.
Tra le citta’ spicca Port Louis, sulla costa nordoccidentale di Maurizio, la capitale politica ed economica dell'isola, citta’ gioiosa e chiassosa.
Sino all’apertura del canale di Suez, nel 1860, era un importante porto di sosta per le navi che viaggiavano dall’Europa all’India. Meritano una visita il Museo di Storia naturale, l'Acquario che con 200 qualita’ di pesci, corallo vivo e spugne, offre l'opportunita’ unica di ammirare i tesori dell'Oceano Indiano, e la Casela con il Parco degli Uccelli (oltre 140 varietà di uccelli).
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